A chi è intestato il dominio, chi ha gli accessi, cosa succede al sito se cambi fornitore. Otto domande da mettere nel contratto, a Prato come ovunque.
Due preventivi con lo stesso prezzo possono essere lavori molto diversi. La differenza si vede nel contratto, in cose che al momento della firma sembrano dettagli: a chi è intestato il dominio, chi ha gli accessi, cosa succede al sito se un giorno cambi fornitore.
Sono domande che faccio fare anche su un nostro preventivo. Valgono a Prato come ovunque.
Otto domande da mettere per iscritto
Ogni risposta dovrebbe finire nel contratto o in un allegato, con parole semplici. Se una risposta resta a voce, fra due anni nessuno se la ricorderà allo stesso modo.
Il dominio e gli accessi
È la questione che vedo creare più problemi. Un dominio intestato all’agenzia, o a un collaboratore che non c’è più, può diventare un ostaggio: il sito funziona finché i rapporti sono buoni. Il dominio va intestato all’azienda, e l’azienda deve avere un accesso proprio, non solo una password passata a voce.
Vale lo stesso per Google Analytics, Search Console e la scheda Google Business: l’azienda ne è proprietaria, il fornitore ha un accesso che si può togliere.
Il codice e la manutenzione
Per un sito costruito su misura, conviene chiarire se il codice vi viene consegnato e dove è conservato. Per un sito su una piattaforma, conviene sapere se potete portarlo altrove senza rifarlo. Nella pagina sulle piattaforme su misura spieghiamo come lo scriviamo noi.
La manutenzione va descritta con un perimetro: cosa è compreso ogni mese, cosa si paga a parte, con quali tempi di risposta. Una manutenzione senza perimetro diventa una discussione a ogni richiesta.
Il giorno in cui cambi fornitore
Concorda prima del lavoro cosa succede se cambi fornitore: accessi, dati esportabili, documentazione, tempi e costi di consegna. Non tutto il software è cedibile: piattaforme SaaS, temi e componenti di terzi hanno licenze proprie. Per la formulazione contrattuale e i diritti sui materiali serve una verifica adatta al tuo caso.
Quando si cambia sito, poi, bisogna proteggere le visite che arrivano da Google con i reindirizzamenti. Nell’articolo sulla migrazione con i redirect trovi come si fa.
La prova di consegna: cosa verificare insieme
Chiedi un collaudo concordato prima della firma. «Sito online» descrive una pubblicazione; «richiesta arrivata alla persona giusta e registrata una sola volta» descrive una funzione verificata. La seconda prova è quella che evita di scoprire un problema dopo aver iniziato le campagne.
Sui contenuti chiarisci cosa puoi modificare da solo; sugli accessi usa account aziendali, ruoli individuali e autenticazione a più fattori dove disponibile. Non chiedere password condivise come soluzione permanente. Se il sito usa una piattaforma in abbonamento, chiedi quali dati si possono esportare e quali funzioni andranno ricostruite altrove.
Se sostituisci un sito esistente, conserva un elenco delle vecchie pagine e associa quelle utili alla destinazione equivalente. Mandare ogni indirizzo alla home non sostituisce una migrazione ragionata. La guida a URL e redirect durante una migrazione approfondisce il metodo; per il conto complessivo usa il confronto dei costi del sito.
Evidenze da richiedere al collaudo
Prova
Evidenza da conservare
Modulo da telefono
Invio ricevuto, notifica e contatto registrato; test identificato come tale
Errore o doppio clic
Messaggio comprensibile e assenza di richieste duplicate
Vecchi indirizzi importanti
Destinazione pertinente, senza catene o errori inattesi
Consegna operativa
Elenco accessi, licenze, procedure di aggiornamento e referente assistenza
Una web agency a Prato, o ovunque
Avere il fornitore vicino aiuta: ci si vede, si guarda il lavoro insieme, si conosce il tessuto delle aziende della zona. Da solo però non basta. Le domande di questo articolo valgono per chiunque.