Domande ordinate per frequenza
Sito, listino e conversazioni reali diventano una base controllata. Le risposte rare non vengono inventate per riempire il catalogo.
Chatbot e assistenti AI
Un assistente sul sito e su WhatsApp risponde alle domande che si ripetono e chiama una persona quando serve una valutazione. La regola di passaggio viene approvata prima di accendere qualsiasi cosa.
L’assistente si dichiara e conserva il punto di passaggio
Cosa ottieni
Il chatbot aziendale usa risposte approvate, dichiara che è un software e conserva lo storico. Il suo lavoro finisce quando serve una valutazione, un prezzo non pubblicato o una decisione che spetta a qualcuno.

Sito, listino e conversazioni reali diventano una base controllata. Le risposte rare non vengono inventate per riempire il catalogo.
Chi scrive può chiedere una persona. L’assistente lo propone da solo quando incontra una regola di stop.
Sito e WhatsApp Business restano intestati all’organizzazione. Le conversazioni non vivono sul telefono personale di un dipendente.
Il punto
“Siete aperti a Ferragosto?” “Quanto costa la spedizione in Sicilia?” “Quell'appartamento ha il garage?”. Domande da dieci secondi che restano ferme in una casella fino al pomeriggio dopo, perché chi risponde in quel momento stava facendo il suo lavoro. Chi le ha scritte, intanto, le ha già fatte a qualcun altro.
Poi c'è il rimedio che fa più male del problema: il chatbot che risponde a lato, gira in tondo e chiude la chat con una persona arrabbiata.
Un contatto perso perché nessuno ha risposto lo puoi recuperare il giorno dopo con una telefonata. Un contatto che ha litigato con un robot alle nove di sera se lo ricorda, e vi ricorda per quello.
Cosa fa
Un assistente utile ha un perimetro stretto e dichiarato. Fuori da quello chiama una persona. Dentro, lavora tutte le sere e tutte le domeniche.
Orari, tempi di consegna, come funziona il reso, se c'è parcheggio, quanto dura un intervento. Sono sempre le stesse domande, tutti i giorni, da anni.
Le risposte si basano sui materiali che approvate: sito, listino e messaggi già utilizzati. Nel collaudo verifichiamo aderenza alle fonti, errori e passaggio a una persona quando l’informazione non è disponibile.
Tavolo per quattro alle nove, asporto per le venti e trenta, appuntamento in agenzia giovedì mattina.
Arriva come richiesta completa: nome, numero, cosa vuole, quando lo vuole. Se manca un dato lo chiede, e se non lo sa lo scrive che non lo sa.
Quando la domanda esce dal perimetro, l'assistente si ferma e chiama chi di dovere. Chi apre la conversazione trova già scritto tutto quello che è stato detto.
Niente “mi ripete il problema dall'inizio?”. È il dettaglio che divide un assistente utile da un muro con la faccia sorridente.
Ogni conversazione diventa un contatto dentro il CRM, l'archivio dove vivono clienti e trattative: chi ha scritto, cosa voleva, chi ha risposto, com'è finita.
Così il commerciale del lunedì mattina sa cosa è successo sabato sera in chat, e nessuno deve ricopiare numeri a mano.
Il CRM che installoCollaudo delle risposte
Tre richieste diverse, tre comportamenti da verificare. L’assistente si dichiara; la disponibilità di una persona e i tempi di risposta vengono concordati.
Come funziona il servizio?
Posso spiegarti i passaggi riportati nella scheda del servizio.
L’assistente risponde usando il materiale approvato. Se la domanda è ambigua chiede prima quale servizio interessa.
Esito previstoLa persona riceve una spiegazione coerente con quella del commerciale.
Esempio illustrativo del metodo. Non contiene dati o conversazioni di clienti e non rappresenta una dashboard disponibile.
Come si costruisce
Il primo assistente parla con clienti veri dopo 2-3 settimane. Poi arriva la parte che nessuno racconta: leggere le conversazioni una per una e correggere quello che ha sbagliato. Le prime due settimane sono lavoro mio, non vostro.
Se in azienda volete capire come ragiona questa roba prima di installarla, esiste il workshop. Aiuta a definire i casi e le regole prima dell’implementazione.
Perimetro e consegna
Cosa non è compreso
Non comprende assistenza tecnica su casi non documentati, promesse commerciali lasciate alla macchina o uso di numeri personali. Le conversazioni sensibili restano alle persone.
Primo passo
Raccogliamo le domande dell’ultimo mese e le mettiamo in ordine. Il primo artefatto è la lista di ciò che l’assistente può dire e di ciò che deve passare.
Domande raccolte
Risposte approvate
Canale collegato
Passaggi riletti
Cosa rimane alla vostra azienda

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A chi non serve: a chi riceve tre messaggi al giorno, tutti diversi, ognuno con una risposta che richiede di aprire un progetto e guardarci dentro. Lì un assistente aggiunge un passaggio e basta. E non serve a chi lo vuole per far stancare chi chiede assistenza: quello i clienti lo capiscono in due battute, e se ne vanno.
Correlati: il CRM che tiene i contatti, il sito che li porta, e chi scrive le regole d'uso dell'AI per chi ha bisogno di decidere prima di costruire.
Mi fate vedere le ultime chat e le ultime mail. In mezz'ora si capisce se un assistente toglie lavoro oppure aggiunge un altro passaggio da mantenere. Nel secondo caso ci fermiamo.
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