Bando digitalizzazione Pistoia-Prato 2026: cosa finanzia e cosa no
Fino a 5.000 euro a fondo perduto, domande entro il 1 ottobre alle 23:59. Il sito aziendale è escluso, CRM e intelligenza artificiale sono ammessi: cosa preparare e come si presenta la domanda.
La Camera di Commercio di Pistoia-Prato ha aperto il bando «Contributi a sostegno della digitalizzazione Impresa 4.0 e per la transizione energetica 2026». È per micro, piccole e medie imprese con sede legale nelle province di Prato e Pistoia. Copre il 50% delle spese ammesse, fino a 5.000 euro, con una spesa minima di 3.000 euro. Le domande si presentano dalle 18:00 del 21 settembre alle 23:59 del 1 ottobre 2026. Lo stanziamento totale è di 490.170 euro.
Tutte le informazioni di questo articolo vengono dalla pagina ufficiale del bando e dal testo integrale, allegato A alla delibera di Giunta 38/26 del 5 agosto 2026, letti il 26 settembre 2026. Prima di presentare la domanda rileggi il testo: fa fede quello, non un riassunto.
Il sito da solo è escluso
È la cosa da sapere per prima, perché molti titolari pensano ai contributi proprio per rifare il sito. L’articolo 8, comma 4, esclude in ogni caso le spese per i siti web aziendali e per pubblicità online, SEO e SEM. Esclude anche PC, smartphone e tablet, salvo che servano direttamente a una delle tecnologie ammesse, e la consulenza di pura promozione commerciale.
L’e-commerce è un caso a parte: rientra, ma solo se nel progetto è davvero collegato a un’altra tecnologia dell’elenco. Un negozio online che scarica gli ordini nel gestionale, o che alimenta un CRM, può starci. Un negozio isolato no.
Cosa rientra
L’elenco delle tecnologie ammesse ha diciassette voci. Queste sono quelle che vedo più vicine al lavoro quotidiano di un’azienda di Prato, dal tessile ai servizi.
Voci dell’articolo 8 del bando più vicine a un’azienda di Prato
Voce del bando
Un esempio concreto
Intelligenza artificiale
Leggere i documenti di trasporto e proporre la registrazione
CRM
Un programma dove ogni richiesta ha un responsabile e un richiamo
ERP, MES e tracciamento
Gestionale di produzione, codici a barre, RFID
Big data e analytics
Un cruscotto che mette insieme vendite, ordini e magazzino
Sicurezza informatica
Protezione dei dati e continuità del lavoro
E-commerce collegato
Un negozio online che dialoga con gestionale o CRM
Consulenza e formazione: chi può farle
Il bando ammette anche la consulenza, per esempio l’analisi del profilo digitale dell’azienda, un piano di sviluppo o l’introduzione di una delle tecnologie dell’elenco, e la formazione del personale collegata a quelle tecnologie.
Qui c’è un vincolo che conviene verificare subito. Per consulenza e formazione l’azienda può rivolgersi solo a certe categorie di fornitori, elencate all’articolo 6: centri di competenza e di trasferimento tecnologico, incubatori certificati, start-up e PMI innovative, enti di formazione accreditati, innovation manager certificati o iscritti all’elenco di Unioncamere, oppure professionisti con partita IVA che negli ultimi tre anni abbiano fatto almeno tre lavori di consulenza o formazione per clienti diversi sulle tecnologie del bando.
In ogni caso il fornitore non può essere collegato all’azienda che chiede il contributo, né avere tra i soci o gli amministratori le stesse persone. Chiedi al tuo fornitore, per iscritto, in quale categoria rientra.
Come si presenta la domanda
La procedura è a sportello: le domande si valutano in ordine di arrivo, e fa fede l’orario registrato nella ricevuta della PEC. Con uno stanziamento di 490.170 euro e contributi fino a 5.000, i fondi possono finire prima della chiusura. Chi arriva quando sono finiti resta in lista d’attesa, e viene considerato solo se si liberano risorse.
E il bando della Regione Toscana?
Il bando regionale «Servizi per l’innovazione, impresa Digitale e sostenibile» oggi non accetta domande. Secondo la pagina della Regione, aggiornata il 4 settembre 2026, la sezione «Digitale e sostenibile» ha chiuso alle 12:00 del 14 agosto 2026, la sezione «Digitale e sicura» ad aprile e la sezione «Digitale e intelligente» il 30 dicembre 2025.
Conviene comunque avere il progetto già scritto: quando un bando riapre, chi ha pronti obiettivi, preventivi e fornitori è tra i primi a presentare la domanda.
Separare il progetto utile dalla spesa finanziabile
Prepara due elenchi: ciò che serve all’azienda e ciò che risulta ammissibile secondo il bando. Non devono coincidere. Un progetto può comprendere sito e CRM senza rendere finanziabile la parte sito. Chiedi voci distinte e verificabili, senza rinominare una prestazione per farla rientrare.
La domanda operativa viene prima del contributo: quale passaggio cambia, chi userà il sistema e come controllerai il risultato? Puoi misurare, per esempio, le richieste senza responsabile prima e dopo l’introduzione del CRM. È un criterio di progetto, non una promessa di risparmio né di ammissione. La gestione commerciale deve funzionare anche dopo la rendicontazione.
Da dove partirei, con 3.000 euro
Con la spesa minima del bando, i due progetti che vedo più adatti a un’azienda di Prato sono questi. Il primo è un CRM collegato ai contatti che arrivano dal sito e da WhatsApp, così ogni richiesta ha un responsabile. Il secondo è una prima prova con l’intelligenza artificiale su un lavoro che si ripete, come la lettura dei documenti in arrivo.
Per scegliere il lavoro giusto puoi partire dalla guida gratuita Da dove partire con l’AI. Se vuoi guardare il tuo caso insieme, la consulenza AI a Prato parte da lì. Una cosa la dico chiaramente: il contributo va valutato su un progetto che ha senso anche senza, e nessun fornitore può promettere che la domanda sarà accolta.